DAGMAR SEGBERS E MICHELE FAZIO MUSICA DI LIBERTA’

Contributo a cura di Roberto Ferro

Martedì 2 settembre la Cantina Scoffone, Via Pietro Custodi 6, Milano, ha dato avvio al nuovo anno d’attività presentando due musicisti d’eccezione: Dagmar Segbers, voce solista, e Michele Fazio, tastiere. Una scelta che si é rivelata sicuramente felice.

Another day”, inizialmente melodia intima e soft sale, nell’arrangiamento del duo, con gradualità di tono. Il primo pezzo di un concerto influenza sempre l’intera esibizione e questo non ha fatto eccezione. L’esecuzione ha superato la consuetudine (i pezzi eseguiti sono quasi tutti classici) e si è addentrata su tonalità inconsuete e nello stesso tempo rispettose dello spirito del compositore. La voce di Dagmar, naturale e intensa allo stesso tempo, limpida e sofisticata, mi ha allontanato rapidamente dalla frenesia della giornata.

Estate, il sole che ogni giorno ci scaldava, che splendidi tramonti dipingeva, adesso solo brucia con furor…Tornerà un altro inverno”. “Estate” di Bruno Martino, scelta sicuramente ironica al termine di una stagione tanto infelice, ha avvolto il pubblico con un velo di sottile tristezza. Dagmar ha affrontato coraggiosamente questo classico della musica melodica italiana evidenziando uno dei suoi talenti più gelosamente custoditi: la forza di volontà che l’ha condotta, tedesca di nascita, a padroneggiare perfettamente anche italiano e inglese. Solo la dizione perfetta le ha consentito di interpretare questo testo difficile facendo vibrare le emozioni del pubblico. L’accompagnamento alle tastiere di Michele Fazio ha valorizzato un gioco di squadra del duo notevole.

A woman is sommertime thing but not for me” – “Summertime” di George Gershwin ha offerto l’occasione di una interpretazione intensa e morbida nello stesso tempo. Dagmar e Michele hanno intessuto canto e melodia sonora, romanticismo e disperazione, realismo e speranza. Con una interpretazione intensa e morbida nello stesso tempo, connubio di romanticismo disperato e slancio di vita futura. Sicuramente, “Summertime” si é rivelato uno dei brani meglio eseguiti della serata.

Con virtuosismo un po’ irriverente, Michele Fazio ha eseguito un brano esclusivamente strumentale “Riflessione tormentata” Personalmente ho ammirato il suo stile di esecuzione decisamente originale: trasporto, animosità, intensità, vitalismo, mimo. Uno stile che mi ha divertito e nel contempo emozionato, intrecciandosi con la voce di Dagmar, in grado di delimitarsi dei confini positivi e alieno da assolo fuori luogo. Dita che scorrono rapide sulla tastiera e sguardi che le inseguono.

The whole day through just an old sweet song keeps Giorgia on my mind” – Giorgia di Ray Charles… Sicuramente una delle canzoni più intense e di più difficile interpretazione della musica leggera internazionale. Dagmar é riuscita, con apparente semplicità ed immediatezza, a trasmetterci l’invocazione di un uomo rivolta alla propria donna, preghiera non urlo rabbioso oppure melodrammatico.

Il concerto si é concluso con un augurio luminoso “Wonderful world”. Gli artisti hanno affrontato con successo un testo reso difficile dalle innumerevoli cover non sempre adeguate e musicalmente valide e Dagmar é riuscita a sposare delicatezza e originalità interpretativa.

Una serata ed un luogo affatto speciali, quindi. Soprattutto una musica che mi ha condotti dal blues e dall’atmosfera degli anni ’30 americani alla melodia classica italiana. Mi auguro che la bravura di Dagmar Segbers e Michele Fazio possa ricevere riconoscimenti e spazi d’esibizione adeguati

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