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NUNZIO MEO: DAL RICICLO ALL’ARTE

Contributo a cura di Anna Falco

Nunzio Meo, uomo sensibile e dall’animo nobile, artista poliedrico, unico nel suo genere sapendo coltivare le tradizioni di famiglia (arte e artigianato) arricchendole con eleganza, stile e fantasia. Uno dei più noti artisti campani contemporanei soliti utilizzare nelle sue originali opere di denuncia politica e sociale, materiale di riciclo recuperati dai diversi centri rurali e dalle inquinanti discariche di periferia dell’agro nolano, nel voler raccontare fatti e misfatti della odierna quotidianità.

Decine di premi nel suo illustre curriculum tra i quali un primo premio per la scultura e uno per la fotografia, mentre molti sono i riconoscimenti da parte di diversi critici d’arte su scala nazionale per le caratteristiche distintive delle originali opere d’arte povera e di land art.

Maestro, mi parli di lei

Nacqui a San Paolo Bel sito (Na) dove sono rimasto fino all’età di sette anni e subito dopo la prima elementare, nel 1972, la mia famiglia decise di cambiare luogo di residenza trasferendosi a Nola.

Nola divenne così la mia città adottiva...

Da subito fu amore a prima vista in quanto rimasi affascinato nell’assistere per la prima volta alla celebrazione della Festa dei Gigli in onore del Santo e Vescovo Paolino. Fui attratto in particolare da quelle artistiche e gigantesche guglie in cartapesta che danzavano festanti a ritmo di musica per le vie cittadine.

Discendo da una famiglia di artisti in quanto mio nonno materno, Mastro Nunzio Mirra e suo figlio Giuseppe, mio padre Mastro Chiaro Meo detto Mastro Mario, sono stati illustri e specializzati intagliatori di stucchi d’opera monumentaria e architettonica su tutto il territorio campano, mentre mio zio Peppe Mirra é stimato pittore scultore e poeta, oggi docente in pensione.

In breve! Appena dodicenne ho scoperto la pittura presso la Galleria “Arte Globo” di Nola ed é stato amore a prima vista per l’arte. Alle medie ho scoperto il talento che reputo ereditato da mio padre Mastro Mario quanto da parte di mia madre Carmela perché suo padre Nunzio era stuccatore e intagliatore di figura e ornato mentre il fratello Giuseppe, pittore e scultore. Dopo la maturità artistica ho proseguito gli studi presso l’Accademia di Belle arti di Napoli seguendo il corso di Scultura diretto dal Maestro Augusto Perez e nel 1989 mi sono laureato.

Mi racconti delle sue prime esperienze artistiche

Giovanissimo mi sono dedicato alla ricerca plastica ornamentale frequentando per impratichirmi le botteghe artigiane locali della cartapesta nolana e le fonderie artistiche dei Maestri Cav Giuseppe Tudisco, Paolino Scotta, Paolino Vecchione, e la fonderia artistica nolana del Maestro Pasquale Del Giudice per apprendere le tecniche di fusione.

Grazie alla frequentazione di questi ambienti artistici e artigianali, nel 1984, come prima vera esperienza formativa personale, ho realizzato presso la bottega del Maestro Paolino Scotta il modello in argilla e il calco in gesso (negativo) del medaglione in bronzo anticato. L’opera rendeva omaggio al Santo Paolino Patrono e Vescovo di Nola, raffigurante il suo volto posto di profilo, con diametro di cm 40, prodotto a tiratura limitata. Ho poi eseguito la fusione e la finitura del medaglione presso le fonderie di Pontecorvo a Napoli.

Questa realizzazione – aggiungo – ha fatto conoscere ai propri compaesani le sue doti di scultore, consentendogli di raccogliere i primi apprezzamenti delle Autorità locali e dai concittadini divenuti quindi estimatori e mecenati.

Il suo racconto, Maestro, mi affascina. …

Negli stessi anni la passione per la storia locale e l’archeologia mi ha visto impegnato come componente del’Antiquarium Archeologico Nolano” e del gruppo “Storia Patria” della Pro loco città di Nola sotto la presidenza prima del Prof Gaetano Minieri e successivamente del Dott Gaetano Profeta, infine del Prof Alfonso Porcello.

Nel 1985 partecipo al gruppo di giovani artisti locali “Ricerca undici” di Nola di cui fanno parte gli artisti locali S Ambrosio, G Coppola, D Cristiano, E Errico, CS Fusco, R Iossa, G Basilicata, P Castaldo, A Ciccone, F Cilvini, F Policastro e N Meo, con mostre collettive e estemporanee organizzate sull’intero territorio campano.

Nel 1986, per invito della Pro san Paolo ho dedicato al mio ambiente nativo una mostra personale di pittura e grafica dal titolo “Omaggio a San Paolo Belsito”.

Nel 1990 ho vinto il concorso per titoli ed esami e assegnato all’Istituto Statale d’Arte “U Boccioni” di Napoli.

Questo, Maestro, é il percorso che l’ha formata. Ma Lei vanta numerose attività artistiche e culturali. Mi può descrivere quelle più importanti?

Tantissimi i miei lavori per il recupero di simulacri e tele del 700 – 800 napoletano e non: per citarne solo alcuni Madonna del Rosario del XVIII sec presso la chiesa di S Michele Arcangelo di Taurano (Av), Gesù Crocifisso del XVIII sec chiesa di S Erasmo di Saviano (Na), S Sebastiano del XVIII sec chiesa di S Sebastiano Martire di Brusciano (Na), Maria SS Immacolata del XVII sec chiesa San Felice in Pincis di Cimitile (Na). Un elenco utile per quanti desiderassero ammirare queste opere d’arte nella sede originaria.

Ho inoltre coadiuvato e collaborato con l’architetto Prof Emilio Castaldo (studioso di architettura preistorica e protostorica) e con l’Architetto Vincenzo Franzese nella interpretazione e riproduzione plastica di architetture preistoriche quale la Capanna 4 del villaggio del bronzo antico scoperta nella località Croce Papa di Nola, esposto al Museo del Mediterraneo di Livorno. Ho anche realizzato la ricostruzione in scala reale della capanna 4 del medesimo villaggio nel Parco Archeologico di San Paolo Bel Sito Località Vigna in collaborazione con gli architetti Emilio Castaldo e Vincenzo Franzese di Genius Loci ONLUS.

Ed ora?

Attualmente insegno Discipline Plastiche e Scultoree presso il Liceo Artistico “Bruno Munari” di Acerra (Na).

Nell’anno 2005, con la collaborazione di docenti esperti quali i Professori Giovanni Sistenti (ebanisteria, intaglio ed intarsio) e Aldo Fiorillo(restauro del mobile antico) ho promosso la realizzazione e la donazione della “Croce d’Arte” alla Compagnia di San Paolino custodita nel Duomo di Nola.

Mie opere figurano in collezioni pubbliche e private (le ultime opere di luce create con carta e cartone riciclato, spopolano in tutte le mostre per lo spettacolare effetto di luminoso che si crea nel buio di Napoli sotterranea, Tunnel Borbonico, catacombe e corti di nobili palazzi storici) con il loro significato di protesta sociale.

NUNZIO MEO 2Nunzio Meo desidera infatti denunciare il degrado sociale e la malvagità umana. Maestro, nel sentire raccontare la storia della sua vita, la mia mente é corsa alla grandiosità della cappella Sistina. Quasi, l’ho vista nei panni di Michelangelo descriverla a pennellate faticose ma decise. La ringrazio per avermi fatto sognare ad occhi aperti e auguro che il suo nome resti impresso nella storia dell’arte.